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ielàma : brina
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Erbario

Finocchio

Cresce nei luoghi incolti e secchi. Appartiene alla famiglia delle Ombrellifere. Fiorisce da giugno ad agosto.
Ricordato nel "papiro" di Ebers, descritto da Plinio, Dioscoride, Columella, venne diffuso nel Nord Europa da Carlo Magno, che lo incluse nel "Capitulare".
Pianta erbacea, perenne, con caule eretto (m. 1-1,50), poco ramoso, rami cilindrici, a ramificazioni ultime sottili, con uno strato ceroso, di colore glauco. Radice fusiforme, grossa e legnosa. Foglie inferiori con picciuolo schiacciato ed allargato in basso a guisa di guaina; foglie superiori meno frastagliate ma più lunghe e flaccide. Fiori tutti fertili, raccolti in ombrelle solitarie e terminali del caule e dei rami, gialli. Frutto ovato, glabro, composto di due acheni in un carpoforo bipartito.
Officinali sono i frutti (volgarmente semi).
La pianta viene tagliata, a metà fusto, al momento della maturità, seccata e battuta, per liberare i frutti che contengono un olio essenziale (2-8%), del quale componente principale e il fencone che, in dose terapeutica, stimola l'appetito.
Padre Giorgio da Cristoforo raccomanda di far mangiare un pò di finocchio al coniglio, qualche giorno prima della macellazione: la carne diventa squisita!

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