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Sito dedicato all'artista Irpino Carmine Palatucci che attraverso la sua arte ci parla della cultura, della natura e delle tradizioni della sua terra.
Erbario

Iperico

Comune nelle zone incolte. Fiorisce in primavera ed estate. Appartiene alla famiglia delle Ipericacee. Ha stelo eretto (20-80 cm.), ramoso; foglie piccole, opposte, sessili, oblunghe, orlate di punti neri e disseminate su tutta la superficie di punti trasparenti corrispondenti a ghiandole interne; fiori gialli disposti a corimbo, con calice a cinque sepali acuti, corolla a cinque petali gialli picchiettati di nero sui bordi, stami numerosi in tre fasci con antere nerastre; ovario triloculare con tre stili divergenti; frutto una capsula a tre logge. Odore aromatico balsamico.
Si adoperano le sommità fiorite, sia fresche sia secche, che vanno raccolte da giugno ad agosto.
Contengono un olio volatile, sostanze tanniche e mucillagginose, due sostanze coloranti (una gialla, solubile in acqua; una rossa, di natura resinosa, solubile in acqua o olio bollente).
L'essenza e la resina conferiscono alla pianta qualità vulnerarie, l'utilità delle quali è popolarmente nota per trattamento delle ulcerazioni a decorso torpido, delle scottature e simili lesioni.
Considerato in passato una vera panacea, l'iperico, oggi, è poco adoperato.
Nell'antichità, depressi, nervosi, malinconici ed i cosiddetti "indemoniati" venivano curati con l'Iperico, ritenuto pianta miracolosa.
Per le propietà balsamiche si adopera nei catarri delle vie aeree e della vescica.

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