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Personaggi

Sebastiano Bartoli

Opere

  • Artis medicae Dogmatum communiter Receptorum examen in decem Exercitationes Paradoxicas distinctum a S. B.,Venetiis 1666
  • Breve ragguaglio de' bagni di Pozzuolo. Dispersi, investigati per ordine dell'ecc. Signore don Pietro Antonio d'Aragona e ritrovati da S. B. Medico di Sua Eccellenza,Napoli 1667
  • Thermologia Aragonia sive Historia Naturalis Thermarum in occidentali Campaniae Ora inter Pausillipum et Misenum iam inuria deperditarum et Petri Antomi ab Aragona studio et munificentia restitutarum (opera postuma), Neapoli 1679
  • Tráctatus anatomiae hepatis, lienis, renum, et vescicae urinariae (opera manoscritta), Bibl. Naz. Napoli, coll. XIV. D. 38

Sebastiano Bartoli è nato a Montella il 1629. Professore di anatomia nell'Università di Napoli, fondò l'accademia degli "Investiganti della natura". Studiò le sorgenti termominerali di Pozzuoli e per primo ebbe l'idea di utilizzare il termometro in medicina.

Frequentò l'Università di Napoli dove concentrò i suoi studi sulla matematica, filosofia e medicina, durante il periodo in cui la cultura napoletana prendeva le distanze dalla passiva accettazione dell'autorità scolastica per seguire la sperimentazione e la ricerca naturale.

Il primo segno della sua attività di rinnovamento della cultura napoletana del tempo la troviamo nella lettera dedicatoria premessa alla nona delle Exercitationes, dove dice che dal 1654 supera le incertezze di un ambiente diviso e polemico verso il nuovo e diviene consapevole della via da seguire e della necessità di rifiutare la vecchia autorità delle scholae. E' da quest'anno che Sebastiano Bartoli matura una propria coscienza scientifica che lo condurrà verso un nuovo interesse per la natura fisica e la natura dei corpi, non più vincolata all'assolutezza della metafisica ma ricondotta alla verità umana dell'ipotesi.

Dal 1654 Sebastiano Bartoli si dedica attivamente al moto di rinnovamento della cultura napoletana, iniziato da Cornelio e da Di Capua, partecipando all'Accademia degli Investiganti. La sua attività all'interno dell'accademia fece nascere delle polemiche tanto da attirare su di se le critiche di Innocenzo Fuidoro, portavove della vecchia cultura e definito da Cotugno: "autore di giornali in cui era raccolto e distillato tutto il veleno che i Galenici propinavano quotidianamente ai danni dei novatori".

A questo punto la sua maturità scientifica è definita. Filosofo, matematico e medico, concentra il suo interesse verso la fisiologia e lo studio del corpo umano. Tuttavia rimane in lui l'influenza della vecchia cultura del tempo, quella di dare unità alla filosofia e alla scienza, far nascere dall'intemo della scienza una visuale unitaria della vita.

Per Sebastiano Bartoli lo studio del corpo è lo studio del complesso di esperienze che danno unità al corpo. E queste esperienze non sono nulla di empirico e di separato dal principio per cui costituiscono un'unità, ma si legano intorno al centro irradiatore della vita che è la luce. Un centro metafisico che serve essenzialmente a fornire l'unità fisica della vita e che si manifesta attraverso la unità visibile della vita. Quindi Sebastinao Bartoli sembra porsi tra il vecchio e il nuovo, tra la vecchia filosofia medica rinascimentale e la nuova scienza medica sperimentale ma grazie alla sua opera altri argomenti si aggiungono alla polemica contro la tradizione.

La sua opera principale è Exercitationes paradoxicae (1666) che destarono molte polemiche tra cui quella del medico tradizionalista Carlo Pignatari, che fece parte dell'accademia dei Discordanti, fondata da Luca Tozzi. Sebastiano Bartoli potè benificiare della protezione del viceré Pietro Antonio d'Aragona, di cui era il suo medico ufficiale, insegnò anatomia nell'università di Napoli dal 1668 e dalla cattedra continua la sua opera di innovatore.

Quando si spegne, a Napoli nel 1676, le polemiche sono più vive che mai, ma il processo di rinnovamento appare ormai irreversibile.



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