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La Collegiata

All'inizio del 1500 la popolazione di Montella era distribuita in undici parrocchie. Sembrò opportuno, per migliorare l'assistenza spirituale dei fedeli e la collaborazione tra i sacerdoti, riunire i parroci in un collegio con sede nella chiesa di S. Maria in Piano. Dietro intercessione di  Troiano I Cavaniglia, Leone X concesse, il 31 luglio 1515, una Bolla, che riconosceva la Collegiata e il Capitolo.

Il capitolo era costituito; le cariche erano state elette; mancava soltanto una chiesa decorosa, capace di accogliere tutta la popolazione di Montella. Era troppo angusta quella antica di S. Maria in Piano. In pubblico parlamento fu decisa la costruzione della nuova chiesa. Si stabilì di costruirla simile a quella dell'Annunziata di Castellammare di Stabia. Il 15 luglio 1550 fu stipulato il contratto con i maestri De Bisogno di S. Severino. Questi si obbligarono a completare il rustico entro quattro anni. Il tempo impiegato e le spese sostenute superarono molto le previsioni.

Nel 1567 era completa l'abside. L'antica chiesa era stata in parte abbattuta e in parte ridotta a sacrestia. Lo stesso anno furono commissionati ad artisti bagnolesi gli stalli dei canonici, che furono però sostituiti, nel secolo passato, dagli attuali.

Tra il 1569 e il 1575 furono fuse le campane e il 1571 fu stipulato con maestri napoletani il contratto per la costruzione della tribuna dell'organo.

Il 1572 era pronto l'organo, che, provvisoriamente, venne collocato nell'abside, essendo la navata della chiesa ancora scoperta e senza porte. L'armatura del tetto, costituita da travi di abete, albero allora abbondante nei nostri boschi, fu pronta alla fine del 1585.

Il 22 marzo dell'anno seguente fu aggiudicato l'appalto delle scàndole, tavolette di legno, che si usavano da tegole nella copertura dei fabbricati.
Lo stesso anno la Chiesa fu aperta al culto e cominciarono a funzionare, nella Collegiata (vedi foto), i registri di battesimo, matrimonio e morte, unici per tutte le parrocchie di Montella, comprese le due di S. Pietro e S. Benedetto. L'inaugurazione della nuova Chiesa fu seguita da un risveglio religioso e liturgico.

Nei primi anni del 1600 fu decisa la costruzione della torre per le campane. L'Università si impegnò a spendere per questo scopo 200 ducati all'anno. Ma le dissestate condizioni finanziarie dell'Università impedirono che si mantenesse l'impegno assunto. Fino al 1656 furono spesi solo 900 ducati e il campanile rimase incompiuto, nella tozza forma attuale.

Secondo il progetto, doveva essere sormontato da un ottagono, sul quale doveva sovrapporsi un cupolino rotondo. Nel 1799 fu collocata nel campanile della Collegiata la campana grande portata via dal  Santuario del Salvatore, per metterla al sicuro da una possibile requisizione francese.

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