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Sito dedicato all'artista Irpino Carmine Palatucci che attraverso la sua arte ci parla della cultura, della natura e delle tradizioni della sua terra.

Itinerari

Il Borgo Medioevale

Tratto dal Libro Sulle orme del lupo di Carmine Palatucci Ed. Altirpinia

Situato a qualche chilometro dall'uscita dell'Ofantina bis che porta a Sant'Angelo dei Lombardi, a pochissimi minuti di macchina dall' Abbazia del Goleto, si erge maestosa  La Rocca di San Felice. A prima vista, il paesello, prima di arrivarci, non ispira la bellezza e il fascino che poi si riscontrano nei suoi vicoli. La campagna intorno trasmette un'incredibile tranquillità. Per chi arriva dalla città, la sensazione è stupenda perchè in questo luogo il padrone è il silenzio che si fonde con la storia mistica della  Dea Mefite, arricchita da tante leggende. Il silenzio a tratti è rotto da qualche belato di pecora che insieme al suoi simili puntella la vallata.
Lasciamo i mezzi di trasporto nella piazzetta del paese contornata da logge ad arco e portali in pietra e abbellita da una  fontana gorgogliante che risale al 1749 e si fregia di scritte in latino sia sulle lapidi che sulle  due fonti laterali. Scendendo qualche gradino troviamo il lavatoio levigato dal continuo strofinio dei panni che le nostre nonne hanno lavato per secoli. Al centro della piazzetta un tiglio secolare regala frescura. Si narra che fu piantato nel primi dell'ottocento durante la rivoluzione francese. Una caratteristica di molti paesi irpini, anche se alcuni storici fanno risalire quest'usanza a periodi più remoti.
Iniziamo la passeggiata immergendoci in un vicolo chiamato Ospedale e dopo pochi passi entriamo nel Borgo. Case in pietra, ben costruite dopo il terremoto dell'80, ci trasferiscono in un'altra dimensione. Un presepe di terracotta abbellisce il vicolo. Cominciamo a salire le rampe, in un angolo un vecchio forno ci racconta di pane fresco. Nell'aria il profumo del formaggio di Carmasciano preparato dai contadini dell'omonima contrada. Più su visitiamo il museo civico gestito dal Comune e dalla locale Pro loco "Il Tiglio". Qui sono conservati ed esposti al pubblico tutti i reperti venuti alla luce durante gli scavi. La salita ora si fa leggermente più dura e ci porta fuori dall'abitato su per una strada con selciato in pietra.

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