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I Longobardi

I longobardi, oriundi della Scandinavia, erano di razza germanica, e condotti dal Duca Zotone, occuparono dopo Benevento, in breve tempo tutta la regione montuosa dalla quale hanno origine i due fiumi Sabato e Calore.
Il prode Arechi I, nei 50 anni del suo governo (591-641), non solo consolidò la conquista, ma diede allo stato l'ordinamento che poi gli rimase. Egli, seguendo l'antica partizione romana e bizantina, divise tutto il territorio in parecchi distretti amministrativi, che si raggruppavano intorno a una città, come a proprio centro.
Questi vennero detti dapprima iudicaria, perché v'era la corte, in cui si giudicava in nome del duca; poi ministeria, o actus, oppure gastaldati dal nome degli ufficiali che ad essi venivano preposti.
Questi erano eletti dal duca, ed esercitavano nello stesso tempo l'ufficio di governatori civili, di comandanti militari, di magistrati della giustizia, e di amministratori dei beni dello Stato e di quelli del duca.
A capo delle singole località minori stavano i iudices; da cui dipendevano gerarchicamente, com'è probabile, gli sculdahis, gli actionarii, o capi delle scare di servi, che lavoravano i singoli poderi.
Il gastaldato di Montella doveva essere uno dei più importanti, perché sito a cavaliere del salernitano, e posto proprio nel mezzo della via militare che, partendo da Benevento, senza esporsi nel piano ad offese nemiche, si spingeva nel cuore della Basilicata, donde si poteva minacciare la Puglia sui due versanti, Ionio e Tirreno.
Da Montella e da Avellino, scendendo da un lato per il Tusciano, dall'altra per Montoro, il duca poté battere in breccia la forte Salerno, che dopo il 625 si era sottoposta, senza più resistere, al suo dominio.
Non poteva ai Longobardi, guerrieri valentissimi, sfuggire l'importanza militare del rialto irpino; e come questa non era stata ignota ne agli antichi irpini, ne ai romani, così attirò anche l'attenzione dei nuovi conquistatori.
D'altra parte tale importanza è stata riconosciuta da un geografo stratega quale il Sironi, che confessa che il nostro rialto "per la sua giacitura quasi nel centro di figura dello scacchiere; per le molte comunicazioni, che s'incrociano in esse, provenendo da tutte le parti dello scacchiere stesso; per la sua posizione, rispetto alle due maggiori pianure dell'Italia meridionale: per le grandi difficoltà , che presenta l'entrata, mentre ha molti sbocchi verso l'esterno, è regione di speciale importanza strategica. Da esso si dominano le pianure adiacenti... Un esercito, che vi sia concentrato, copre il Volturno e le grandi linee di operazione verso Roma, e può irradiare in ogni senso la sua azione".



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