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Personaggi montellesi o per Montella
Rinaldo D'Aquino
Nato in Montella dopo il 1221. Appartiene alla nobile famiglia dei d’Aquino, individuato con Rinaldo fratello di San Tommaso d’Aquino, viene nominato nei documenti con il titolo di «messere», riservato all'epoca alle persone di prestigio. Falconiere nel 1240 alla corte di Federico II, è uno dei primi esponenti della scuola siciliana. Dante si riferisce a questo poeta come il «meridionale del continente». In una sua poesia fa un chiaro riferimento alle sue origini montellesi. Non si mantenne fedele agli Svevi. Ritornò con Carlo d'Angiò nel 1266, e riebbe parte dei feudi paterni, a Roccasecca, in Aquino, ed altrove. Morì nel 1279, lasciando parecchi figli.
Guidone di Montella
Camerario della baronia di Gesualdo.
Giovanni di Montella
Professore di medicina nell'Università di Napoli, protomedico di corte e regio familiare.
Berteraimo di Montella
Milite, e signor di feudi in Terra di Lavoro.
Jacopo de Nicola
Portolano e procuratore degli Abbruzzi.
Jacopo de Montella
Scudiere del principe di Taranto.
Frate Elia da Montella
Visse a Napoli, ove fu nominato esecutore testamentario di Guglielmo de L'Etendard e testimone al testamento del gran protonotaro Bartolomeo di Capua.
Guglielmo Scorrerio
Cavaliere montellese, regio consigliere; capitano del duca di Calabria, e feudatario di Brahalla, in Calabria.
Antonio de Caruso
Capitano, per il re Ladislao, del conte Carlo Ruffo, e primo suffeudatario dei Cannavali.
Angelo de Nicola
Vescovo di Ventimiglia nel 1548 e poi di Tricarico nel 1350; promosso arciverscovo di Patrasso nel 1365, vi morì nel 1371. Il padre, Giacomo, era stato portolano e procuratore della provincia degli Abruzzi.
Giovanni Pascale
Vescovo di Nusco, frate di s. Francesco a Folloni oriundo di Montella, nel 1491 lasciò la Diocesi tornando al convento e dedicandosi all’insegnamento della Teologia. Il Convento di S.Francesco a Folloni fu direttamente coinvolto nella presenza a Montella degli "Accademici Pontaniani", come riportato dalla testimonianza diretta di Jacopo Sannazzaro.
Angelillo Di Nardo
Medico di Ferdinando I d'Aragona, nel 1469.
Ferdinando Goglia
Generale di cavalleria di Federico d'Aragona e di Carlo V.
Giovanni Battista Abiosi
Montellese di origine anche se bagnolese per adozione, viaggiò in Italia, Germania e Africa. Dottore in medicina, dal suo contatto con gli Arabi acquistò esperienza in alchimia, astrologia e matematica. Pubblicò opere di critica letteraria, di alchimia e astrologia.
Innocenzo Lucio
Umanista e poeta insigne che fiorì nel 1512.
Calzella Carfagni
Già generale di Carlo V, divenne prefetto di Roma e, nel 1529, generale d'artiglieria dello stato pontificio.
Eucarino Carisco
Professore di medicina nel 1543 nell'Università di Napoli.
Sebastiano Bartoli (1629-1676)
Professore di anatomia nell'Università di Napoli, fondò l'accademia degli " Investiganti della natura ". Studiò le sorgenti termominerali di Pozzuoli e per primo ebbe l'idea di utilizzare il termometro in medicina.
Michele Pizzoferro
Minore conventuale di S. Francesco, con altri frati fondò il convento di S. Lucia al Monte in Napoli; iniziò una nuova riforma religiosa ( i Frati Minori Conventuali Riformati).
Salvatore Dello Pizzo
Nato a Montella il 6 luglio 1640, fratello laico francescano, col nome di fra Antonio di Montella, morì in concetto di santità nel convento di Bracigliano. Ricordiamo qui altri Frati Riformati montellesi, morti in concetto di santità: fra Simone, morto a Salerno; fra Diego Gambone; fra Angelo Pascale, morto a Napoli, in S. Croce di Palazzo; fra Giuseppe Juliano, morto a Castellammare il 19 giugno 1767; fra Giacomo Boccella, morto nel Convento di S. Lorenzo di Salerno il 1710.
Giulio Capone
Professore nell'Università di Napoli e autore di più volumi di diritto ecclesiastico e civile, pubblicati tra il 1662 e il 1724.
Salvatore Fusco
Minore riformato del convento del monte, col nome di fra Pasquale. Fu anche valente medico e fu inviato nel 1657 missionario in Etiopia, dove fu accolto alla corte dell'Imperatore.
Domenico Fusco
Nato a Montella, il 1716, divenuto minore conventuale prese il nome di Raimondo; oratore sacro di grande fama. Ministro Provinciale a Napoli, fu Vescovo di Monopoli dal 1785 al 1805.
Cesare Bosco
Giureconsulto di grande fama, fu nominato da Carlo III di Borbone consigliere regio e istitutore del figlio Ferdinando. Morì nel 1755.
Francesco Maria Trevisani
Avvocato e giudice della Gran Corte Criminale di Napoli nel 1820.
Michelangelo Cianciulli
Nato a Montella nel 1734 e morto a Napoli nel 1819, avvovato, giudice della Gran Corte della Vicaria civile, avvocato fiscale del Real Patrimonio, membro della Giunta degli Abusi, della Giunta di Stato, e della commissione per i dissequestri dei rei di Stato fu chiamato a servire la giustizia anche sotto i Napoleonidi, come direttore del Ministero della Giustizia e nella sessione legislativa del Consiglio di Stato, e contribuì alla realizzazione della legge eversiva della feudalità.
Nicola Clemente
Avvocato e patriota, carbonaro, ebbe una parte notevole nel moto costituzionale del 1820. Restaurato il regime assoluto nel 1821, andò in esilio a Roma, dove rimase dieci anni.
Filippo Capone
Nacque a Montella il 25 maggio 1821. Prese parte ai moti rivoluzionari del 1848 e 1860; fu primo presidente della Corte di Appello a Milano. Fu senatore del Regno d'Italia nella XVI legislatura. Legato da una forte amicizia con Francesco De Sanctis. Morì nel 11 giugno 1895.
Scipione Capone
Nato nel 1825, si distinse nella repressione del brigantaggio quale colonnello della Guardia Nazionale. Nel 1863 a Montella fu eletto il primo Consiglio Comunale e fu designato a Sindaco il Dr. Scipione Capone. La sua biblioteca, ricca di 30.000 volumi, costituì il primo nucleo della biblioteca provinciale di Avellino. I suoi beni furono destinati alla fondazione dell'asilo infantile Capone. Il fratello Luca, dottore in medicina, nel corpo sanitario, prese parte alla campagna del '66 con Garibaldi. Fu professore di laringoiatria nell'Università degli Studi di Napoli.
Giulio Capone (1863-1892)
Figlio di Scipione, studioso di diritto, di storia e di lingue indo-europee e autore di varie pubblicazioni giuridiche e letterarie.
Domenico Ciociola (1818-1816)
Sacerdote, autore di opere di storia locale.
Gioacchino Capone
Professore di lettere e fecondo scrittore. Morì nel 1919.
Giacomo Moscariello
Caduto in combattimento a Verdun nel 1918; medaglia d'oro americana al valore militare e croce di guerra francese.
Ferdinando Cianciulli
Pubblicista, sindacalista. Morì nel 1922.
Salvatore Cotillo
Giudice della Suprema Corte di New York, morto negli anni trenta.
Silvio Angelucci
Aviatore caduto nel 1942; medaglia d'oro al valore militare.
Filippo Bonavitacola
Nato a Montella (Avellino) nel 1914, fucilato a Branova (Slovacchia) l'8 dicembre 1944, carabiniere, Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.
Al momento dell'armistizio tra l'Italia e gli Alleati, Bonavitacola si trovava in Albania, a Berati. Si unì subito, così come fecero molti carabinieri della Legione di Valona, ai partigiani albanesi e con questi combatté, sino a che non fu catturato dai tedeschi ad Elbasan. Destinato ad un campo di concentramento in Germania, riuscì ad evadere e si unì ai partigiani cecoslovacchi. Nuovamente tratto prigioniero, il valoroso carabiniere, per non aver voluto calpestare gli alamari strappatigli dai nazisti, fu condannato a morte dai tedeschi.
La motivazione della Medaglia d'oro al valor militare decretata alla sua memoria ricorda: “Sorpreso dall' armistizio dell' 8 settembre 1943 in territorio albanese, si univa ai partigiani nella lotta contro i tedeschi. Catturato e condotto in campo di concentramento tedesco, ne evadeva unendosi ai partigiani russi e slovacchi per continuare la impari lotta. Nuovamente catturato, conscio della propria fine, mantenne durante il processo e la lettura della condanna a morte fierissimo contegno, rincuorando i compagni di prigionia, inneggiando al Re e all'Italia. Al momento dell'esecuzione assestava un forte pugno al capitano tedesco che gli si era avvicinato per bendarlo e, scoprendosi il petto, gridava: «Sparate pure, non temo la morte!». Fulgido esempio di alte virtù militari e di fierezza nazionale”.
I resti di Filippo Bonavitacola poterono essere riportati in Italia soltanto nel dicembre del 1994 e sono stati tumulati nel cimitero di Cassano Irpino, vicino al suo paese natale. Qui gli è stata intitolata una via e la caserma che, a Montella, appunto, ospita la Compagnia carabinieri. Ricordano Bonavitacola anche strade di Roma e di Napoli e una piazza di Cassano. (fonte ANPI http://www.anpi.it/uomini/bonavitacola_filippo.htm)
Giovanni Palatucci
Soppresso a Dachau nel 1945. Medaglia d'oro ebraica. Una via di Tel Aviv e un bosco nei pressi di Gerusalemme portano il suo nome.
vedi su Wikipedia: Giovanni Palatucci
Francesco Scandone (1868-1957)
Il più importante storico irpino degli ultimi tempi. Ha pubblicato, in molti volumi, la storia documentatissima di Avellino, di Montella, Cassano Irpino, Bagnoli Irpino, S. Angelo dei Lombardi. Restano ancora da pubblicare due volumi per la storia di Nusco e uno per Andretta. Ha lasciato inoltre una raccolta preziosa di documenti relativi a diversi altri paesi dell'Irpinia.
Giuseppe Maria Palatucci
Nasce a Montella il 25 aprile 1892, entrò nel 1906 nel monastero di S.Maria del Monte a Montella ove compì gli studi e fece il noviziato. Nel 1912 conseguì la laurea in filosofia presso la Pontificia Università Gregoriana e nel 1920 la laurea in teologia presso la Pontificia Facoltà Teologica San Bonaventura in Roma. Il 22 maggio 1915 fu ordinato sacerdote e celebrò la sua prima messa nella chiesa di San Silvestro a Montella. Nel 1921 insegnò filosofia e divenne vice direttore del Collegio Serafico di Roma. Nel 1923 fu nominato rettore del Collegio Serafico di Ravello. Il 16 agosto 1937 venne nominato vescovo di Campagna posizione che mantenne fino al suo decesso nel 31 marzo 1961. Nel 1940, il regime fascista fece allestire a Campagna due campi di concentramento per ebrei. Giovanni Palatucci, funzionario di polizia a Fiume, era nipote del vescovo. Si accordarono per far affluire a Campagna i perseguitati, che Giovanni non riusciva a far espatriare. Così molti poterono salvarsi.
Alla memoria del vescovo francescano, il 25 aprile 2007, il Presidente della Repubblica ha assegnato il massimo riconoscimento al merito civile.
È sepolto nella Chiesa di S. Francesco a Folloni insieme con i fratelli Antonio e Alfonso, l'uno e l'altro più volte ministri provinciali dei Minori Conventuali e membri dell'Almo Collegio Teologico di Napoli.
Michele Cianciulli (1895-1965)
Avvocato, autore di pubblicazioni storiche e filosofiche.
Alessandro Varallo (1895-1966)
Giurista, presidente di Cassazione.
Salvatore Pelosi
Ammiraglio, comandante, durante la guerra, del sommergibile Torricelli; Il Torricelli fu autoaffondato il 23 giugno dopo combattimento con forze nemiche soverchianti per evitarne la cattura, nel corso del quale il Torricelli inflisse danni gravi alla cannoniera Shoreham e addirittura letali al cacciatorpediniere Khartoum che affondò poche ore dopo. Per questa azione al comandate Salvatore Pelosi venne concessa la medaglia d'oro al valore militare ed intitolato un sommergibile dalla Marina Militare Italiana.
Operazioni navali in Africa Orientale
Motivazione Medaglia d'oro al Valor Militare
Ferdinando Palatucci
Monsignore di Dio e Storico Irpino.
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