Altipiani del Terminio
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| Una suggestiva escursione è la risalita che da Montella porta ai Piani di Verteglia in un dislivello che parte da 500 metri e raggiunge i 1.200 metri sul livello del mare. |
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Monte Celeca
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| Il massiccio Carsico che misura circa 2000 metri sul livello del mare, segna il confine fra Montella, Serino, Giffoni Valle Piana e Acerno. Esso è il più imponente massiccio della nostra provincia. Questa impervia montagna è denominata La Celeca. |
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Vallone della Neve
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| A chi ama veramente la natura e cammina volentieri, consigliamo un'escursione che lo farà entrare in un mondo che soltanto gli uomini di duemila anni fa potevano godere. E' questa la sensazione che si prova addentrandosi nel cuore selvaggio del Parco dei Monti Picentini: Il Vallone della neve. |
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Grotta del Caprone
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| Nel comune di Montella si trova la Grotta del Caprone o Caparrone, di facile accesso, sulle pendici del Monte Serralonga.La grotta ha iniziato a formarsi nell'era secondaria, circa cento milioni di anni fa, mentre le stalattiti e le stalagmiti si sono formate negli ultimi diecimila anni. |
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Grotte del Caliendo
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| La Grotta del Caliendo è seconda per lunghezza in Campania solo alle Grotte di Castel Civita in provincia di Salerno. Nel 1992 si scoprì un ramo fossile, che è il più bello delle grotte per la ricchezza di concrezioni, stalattiti, stalagmiti, ecc. |
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Fiume Calore
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| Per chi volesse fare torrentismo, il Fiume Calore è il più idoneo perché offre varie opportunità di percorso, dal facile, al medio, al difficile e i luoghi da guadare sono pressoché incontaminati. Ci si può avventurare sia nel gruppo delle sorgenti della Celeca, sia in quello del Terminio. |
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Cascata dello Scannolaro
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| E' questa una suggestiva escursione per gente abituata ad arrampicarsi su forti pendii, a marciare su salite ove non vi è traccia di sentiero, in circa tre ore di salita, tutto questo per giungere alla Cascata dello Scannolaro. |
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S.S. Salvatore
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| Nel mese di agosto ogni montellese, almeno una volta, risale il sacro monte per la visita al S.S. Salvatore. Un rito che risale alla metà del XIV secolo. |
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La Savina
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| La Savina, luogo selvaggio ed impervio situato proprio sotto il Nenne del massiccio calcareo della Celeca. Numerose e suggestive cascatelle abbelliscono da sempre questi luoghi. |
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Laceno-Rajamagra
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| Per gli amanti della natura, degli sport invernali, della cucina tipica, Bagnoli Irpino offre, sia al turista domenicale che a quello abituale, una varietà di percorsi naturalistici, di sapori gastronomici e di sport che ne fanno il paese turistico per eccellenza. |
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Valle della Caccia
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| Per chi volesse vivere un giorno nella natura incontaminata della nostra Irpinia, si consiglia una passeggiata di suggestivo effetto: La Valle della Caccia, sita nel comune di Senerchia, sul lato destro del Sele. |
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La Mefite
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| Ne hanno parlato Cicerone, Plinio, Cecilio II, Diodoro Siculo, Tito Livio, Dante Alighieri e Virgilio, che la descrive così: Qui si mostra un'orrenda spelonca e gli spiragli del crudele Dite, un'ingente voragine apre pestifere fauci al fiume Acheronte che prorompe. Questa è la Mefite, una delle porte dell'inferno. |
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Abbazia del Goleto
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| Nella splendida vallata del Fiume Ofanto si ergono maestose le mura dell'Abbazia del Goleto. Costruita da nel 1133 da San Guglielmo morì il 24 giugno 1142. L'abbazia ha sfidato secoli, terremoti e vandalismi. Essa è ancora lì a deliziare chiunque ne varchi la soglia. |
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Il Borgo Medioevale
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| A pochissimi minuti di macchina dall'Abbazia del Goleto, si erge maestosa La Rocca di San Felice. Case in pietra, ben ricostruite dopo il terremoto dell'80, ci trasferiscono nel Medioevo. |
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Vicoli e fontane di Nusco
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| Una passeggiata singolare di sicura suggestione è quella di visitare le numerose fontane di Nusco, Il balcone d'Irpinia, così denominato per la sua altitudine, che si apre sulle valli del Calore, dell'Ofanto e dell'Ansanto. |
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Il sogno di Icaro
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| I luoghi migliori in Irpinia per lanciarsi col parapendio sono il Montagnone di Nusco, Serrapullo a Montella, Andretta, Senerchia, Colliano e Cairano. In quest'ultimo paese, ogni anno si organizza nella seconda quindicina di agosto la Testa dell'Aria. |
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La Tarantella
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| Napoli-Taranto, è questo l'asse su cui si è sviluppato in tutte le sue più svariate sfumature il ballo più famoso del mondo: la tarantella. Essa nasce in tempi antichissimi a scopo mistico terapeutico. Serviva per scacciare gli spiriti maligni dai posseduti. |
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Un vino vincente
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| Il terreno di tipo argilloso-calcareo è ricco di potassio e fosfato, in connubio con un clima ideale di acqua e sole, dà vita alla coltivazione dell'Aglianico, del Greco, del Fiano, della Coda di Volpe che rendono il nostro vino una bevanda di altissima qualità. |
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Un vino vincente
Tratto dal Libro Sulle orme del lupo di Carmine
Palatucci Ed. Altirpinia
Documento senza titolo
Si chiama Antica Hirpinia la realtà che si sta facendo strada
nel contesto vitivinicolo mondiale. Facciamo un passo indietro all'11 marzo 1993
quando il Taurasi, vino irpino, diventa per Decreto Ministeriale
"D.O.C.G." (Denominazione di Origine Controllata Garantita). Nasceva
così la cantina Antica Hirpinia che sta dando tante soddisfazioni
non solo al suoi 160 soci ma a tutta l'Irpinia. Basti pensare che in Italia su
21 vini con il marchio DOCG, il Taurasi è l'unico del centro Sud.
I vigneti si estendono sulle nostre soleggiate colline per più
di 200 ettari su un'altitudine che va dai 300 al 600 m. Così
ci dice Giacomo Pastore responsabile per le relazioni esterne,
che fa da guida a chi vuole chiarimenti. Il terreno, povero di sostanze organiche,
di tipo argilloso-calcareo è ricco di potassio e fosfato, in connubio con un clima
ideale di acqua e sole, dà vita alla coltivazione dell'Aglianico,
del Greco, del Fiano, della Coda di
Volpe che rendono il nostro vino una bevanda di altissima qualità. Tutto
nel massimo rispetto delle tradizionali regole, a partire dalla potatura fino
alla concimazione ecologica, senza danneggiare l'equilibrio naturale.
La vendemmia offre il massimo degli usi della nostra gente contadina.
Donne, anziani, bambini vivono la gioia del raccolto che depositano prima nei
cesti tipici di vimini o sporte e poi lo trasferiscono nella
cantina Antica Hirpinia di Taurasi. Un vero
gioiello che si estende su una superficie di 6000 mq. dove il mosto
riposa nelle grandi botti di rovere lavorate a mano, affiancate
da una moderna ed efficace attrezzatura. Un insieme per dare il meglio del nostro
ottimo vino. Ma il lavoro non si ferma mai. Dopo i successi ottenuti in Olanda
nell'ambito della manifestazione Villaggi della tradizione organizzata
dal G.A.L. della Comunità Montana "Terminio Cervialto"
e dopo la vetrina internazionale dei vini Vinitaly a Verona,
l'Antica Hirpinia ha preparato la quarta edizione della Primavera
del vino 2000.
E' giunto il momento di gustare il delizioso nettare finora descritto, in maniera semplice, e decantarlo come gli esperti someliers. Con l'acquolina in bocca avviciniamo le labbra al bicchiere e mentre il nettare scende in gola ci sentiamo protagonisti del rito millenario e parte integrale della nostra ricca terra irpina.
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